
24) Tommaso d'Aquino. L'essenza e l'essere.
Per quanto riguarda il pensiero di Tommaso d'Aquino iniziamo con
la fondamentale dottrina dell'essere e dell'essenza.
L'ente e l'essenza (vedi manuale pagina 240).

a) Dio  l'unico essere in cui essenza ed essere coincidono

Vi  una realt, e cio Dio, la cui essenza  lo stesso suo
essere; per questa ragione alcuni filosofi dicono che Dio non
possiede quiddit o essenza, perch la sua essenza non rientra in
un genere, perch tutto ci che rientra in un genere ha
necessariamente la quiddit distinta dal suo essere; infatti la
quiddit o natura del genere o della specie non  diversa, quanto
al significato della natura, in quelle realt di cui  genere o
specie; laddove l'essere  diverso nelle diverse realt.
D'altra parte, se diciamo che Dio  essere soltanto, non cadiamo
necessariamente nell'errore di coloro i quali dissero che Dio 
quell'essere universale con cui  costituita formalmente ciascuna
realt. Infatti quell'essere, che  Dio,  tale che non possa
ammettere alcuna aggiunta; conseguentemente, proprio in base alla
sua stessa purezza,  un essere distinto da ogni altro essere.
Perci nel commento della nono Proposizione del Libro sulle Cause
si dice che l'individuazione della Causa Prima, che  essere
soltanto, si ha mediante la sua pura bont. Invece l'essere
comune, come nel suo concetto non include alcuna aggiunta, cos
neppure include nel suo concetto l'esplusione di un'aggiunta;
perch, se cos fosse, non si potrebbe pensare alcuna realt, in
cui fare un'aggiunta all'essere

b) Essenza ed esistenza negli spiriti finiti.

In un secondo modo l'essenza si trova nelle sostanze spirituali
create, nelle quali l'essere  distinto dalla loro essenza, bench
l'essenza sia senza la materia. Quindi il loro essere non 
sussistente, ma ricevuto e perci limitato e finito secondo la
capacit della natura che lo riceve; per la loro natura o
quiddit  sussistente, non ricevuta in alcuna materia. Perci nel
Libro sulle Cause si dice che i puri spiriti sono illimitati nei
confronti di quel che  ad essi inferiore e limitati da un punto
di vista superiore: sono difatti limitati quanto al loro essere,
che ricevono da una realt superiore, ma sono illimitati di fronte
ad una realt inferiore, perch le loro forme non vengono limitate
dalla capacit di una materia che le riceva. Pertanto in tali
sostanze non si trova una pluralit d'individui in un'unica
specie, come si  detto, salvo che nell'anima umana a causa del
corpo, cui essa si unisce.
L'individuazione dell'anima proviene occasionalmente dal corpo,
quanto al suo inizio, perch essa non acquista un essere
individuato se non nel corpo, di cui  atto. Non  tuttavia
necessario che, dissolto il corpo, quell'individuazione venga
meno, giacch l'anima, avendo un essere sussistente, in base al
quale essa ha acquisito un essere individuato dal momento che 
diventata forma di un corpo concreto, quell'essere rimane sempre
individuato. Di qui dice Avicenna che l'individuazione-
moltiplicazione delle anime proviene dal corpo quanto all'inizio,
se non quanto al termine

 (S. Tommaso  d'Aquino, L'ente e l'essenza, La Scuola, Brescia,
1959, pagine 55-58).

